.un piccolo peter.

Io vago. Ultimamente per lo più cerco. E mi cerco. Tranquillità. Un modo per raggiungerla. Serenità. Un modo per infonderla anche a chi mi circonda. E tra una cosa e un’altra approdo qui. Che con la tranquillità e la serenità c’entra ben poco, sì. Ma mi presento, che mi pare il caso. Ecco al mondo c’è un sacco di gente diversa. Ci sono quelli che non gliene importa niente e lasciano la scuola in seconda liceo per lavorare da un fruttivendolo. Perchè si accontentano, dicono. E sono svogliati. Dicono. E gli basta avere 100 euro alla settimana per comprare le sigarette e poco altro. Ci sono quelli che proseguono e fanno l’università perchè ormaisenzalalaureanonvaidanessunaparte. E allora sì, scelgono la facoltà, una a caso, e fanno l’università. E ci mettono dieci anni perchè anche a loro, in realtà, non gliene importa niente. E scelgono l’università perchè in fin dei conti è comodo. A casa stai da solo, mamma non c’è ma manda i soldi per passarti le serate. Le giornate. Gli anni. Poi ci sono quelli che fanno la scelta consapevole. A me sembra impossibile. Però sì, ci sono anche quelli che fanno la scelta consapevole. Quelli che in quinta liceo sanno già che vogliono studiare economia alla bocconi, e lo fanno. E che quando diventano grandi e finita l’università vogliono diventare broker, e fare un sacco di soldi, e diventare i più grossi di tutti. E lo fanno. Sì, lo fanno. E poi ci sono quelli che in realtà non lo sanno, cosa fare. Che sanno che vogliono migliorare. Che c’è qualcosa che li entusiasma, e in quella cosa riescono meglio delle altre. Allora pensano che sì, magari è meglio seguire la via. Ma in realtà non lo sanno, cosa fare. Quelli che non hanno un obiettivo, se non la laurea. Ma anche quello, non è poi così tanto un obiettivo. Ci sono quelli che pensano che la laurea e soprattutto cosa verrà dopo un poco fa spavento. Che quando diventi grande, inevitabilmente ti lasci imbruttire dalla vita. E se non lo fai tu, sei comunque circondato da grandi imbruttiti dalla vita. E che basterebbe un libro da leggere, una mela da mangiare e un lettino dove dormire. Ecco, ci sono dei piccoli peter. Io sono uno di quelli.

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2 thoughts on “.un piccolo peter.

  1. Come un palombaro in un mare di merda ed uno scafandro mai abbastanza ermetico da non far percepire la puzza al di là del naso… vorrei essere anch’io un piccolo peter ma ho scelto di combattere i mulini a vento, greggi di pecore e burattini.Se hai un pò di tempo tra un libro ed una mela vieni a trovarmi nella Mancha.

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