Due giorni di febbre e un po’ di burrasche. Di nuovo in bilico, di nuovo il panico. Ma se ne esce. Con calma e pazienza, se ne esce. Roma è brutta in questi giorni. In bilico anche lei su quel grigio che non si esprime. Che tra poco. Forse. Piove. E io a casa, i Flaming Lips l’ultima scoperta, i Mogwai sempre presenti nei momenti un poco bui. Anche se The Hawk is Hawling ormai è diventato boia e machete insieme. Ma anche un po’ sollievo, sempre. Si studia, oggi. E niente Christmas Carol in 3D, niente Dada e Surrealismo, e forse anche niente palestra. Ma su questo non ci conterei. La febbre è passata e io sono forte. E a portare un po’ di spettacolo in casa ci pensa, come al solito, il nostro premier. E poi leggo libri per l’autostima. Leggo libri per la paura. Leggo libri per l’ansia. Per saper vivere l’oggi senza aspettare e aspettarsi niente. Eppure questa specie di tristezza di fondo rimane. Chissà. Magari sarò più forte anche di lei. Un giorno. Dopo aver anche sconfitto la febbre. Ah e anche Houston ha scelto di farsi rappresentare da un sindaco omosex. Tra l’altro, donna. Cccipiace.

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