E stasera il sonno fatica ad arrivare. Sarà per le dodici ore di stanotte. Secoli, che non dormivo dodici ore. Ma tant’è. E’ l’una e i miei occhi sono fanali. Al solito, puntati verso il buio. E’ stata una bella giornata. Ci siamo svegliate insieme, dopo tanto tempo. Ci siamo concesse tempo. Tanto. Tutto per noi. Solo per noi. Le orchidee, le piantine per l’orto. Vasi, terra e concimi dimenticati alla cassa. Leroy Merlin immenso e avremmo potuto comprare anche un paio di chili di ciottoli. Così, tanto per averceli e non farci mancare niente. Poi un film e una domanda che un po’ mi fanno pensare. Ma solo un po’. Mi rendo conto sia inutile. Poi ti addormenti sulla mia spalla e io. Io? Non riesco a dormire ma non mi alzo perchè non voglio svegliarti. E perchè sentire la tua testa sulla mia spalla è rassicurante. E’ calore. E’ tranquillità. Poi però forse mi muovo troppo e ti sposti un po’. E io. E quella pace -la mia pace- traballante diventa polvere. E ho bisogno di staccarmi e raffreddarmi. E scrivere senza pensare. Pensarmi. Pensarti. Scrivere e basta. Che poi domani.

Domani come nuova.

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