.and the beat goes on.

Crescendo impari. Impari che piangendo, prima o poi qualcuno arriva. Che i biscotti sono più buoni se li inzuppi nel latte. Però senza esagerare altrimenti fanno schifo. Impari che i capelli si pettinano più facilmente da bagnati, e che se stai tanto tempo nell’acqua ti vengono le mani da vecchina. E poi impari il dolore. All’improvviso. Senza che nessuno te lo insegni, lo impari e basta. Sicuramente prima del dovuto. Impari che a scuola si socializza, ma non è per sempre. Anche questo, forse, prima del dovuto. Impari che i bambini sanno essere cattivi quanto gli adulti, a volte. Lo impari a tue spese, ma anche a spese altrui. Poi impari che l’ora di religione è completamente inutile. Poi, pian piano, impari cosa sono certe cose che non si dicono ma si fanno. E soprattutto non si dicono alla mamma (e neanche si fanno, per carità). Contemporaneamente impari che l’alcool rende le cose molto più semplici. Improvvisamente sei estroversa. E osi anche un po’. Impari che per i più una coscia scoperta vale molto più di mille parole. Anche, e soprattutto, di mille parole pensate con intelligenza. Poi impari che insieme all’alcool ci sono un sacco di altre cose, che si fanno ma non si dicono. Soprattutto alla mamma, sempre. Impari che per il quieto vivere molte cose si omettono. Diciamo, si omettono. Perchè hai imparato che il dolore non è solo il tuo, ma ne sei circondata. E puoi anche fare finta di niente ma se non altro devi evitare di esserne la causa. Poi. Poi impari che l’amicizia con la A maiuscola è un gioco da bambini. Ma questo lo sapevi già. Lo impari di nuovo. A tue spese, e anche a spese altrui. Chè non c’è medaglia con una sola faccia. Impari che la sincerità è cosa di pochi. Che i bigotti sono dappertutto, e si nascondono con molto savoir-faire. Che la parentela è un fatto culturale ideato dall’uomo per curare i bambini fino al momento in cui non sono autosufficienti. E quindi che parentela non significa certezza. Allo stesso tempo capisci che parentela e famiglia sono due cose distinte e separate. E vai avanti. Impari che ad un certo punto dipende tutto da te. Allora impari che le magliette si appendono con la molletta sotto l’ascella, così non si vede il segno. E che con l’acqua calda il pavimento si pulisce meglio. Impari che i panni neri si lavano a 30°, se no diventano grigi. E che su seta e derivati non bisogna mai poggiarci il ferro da stiro. Che nell’olio caldo non bisogna mai farci andare l’acqua, altrimenti succede il putiferio. Che se le patate le lessi, prima di metterle in forno, ci mettono meno a cucinarsi. E che andare a lezione dimezza il da fare per un esame. Impari, subito, che se vai a dormire in certe condizioni non ti sveglierai mai e poi mai alle 7. Neanche con la sveglia-molotov. Impari che nel lavoro l’immagine conta più di ogni altra cosa. E che prima di dire qualcosa, qualsiasi cosa, è meglio pensarci due, tre, quattro volte. Che non si sa mai. Allora sei arrivata ad un certo punto che hai imparato un sacco di cose. Eppure.

Non ci crederesti, ma le bugie sono sempre così deludenti.