.delle facili felicità.

Ho passato la giornata tra la biblioteca nazionale, melbookstore, la feltrinelli, feltrinelli international e libreria lithos -decisamente deludente. comprare tanti libri, spendere tanti, tutti i miei soldi in libri mi fa sentire incredibilmente bene. anche quando compro i libri in inglese per il mio piccolo, che certamente non gradirà. non è come quando compri i vestiti, che torni a casa e inevitabilmente, svuotando le borse pensi sempre “ma ho comprato solo questo?”. la crisi si fa sentire, eh. no, quando torni dalla libreria (dalle librerie ancora meglio, hai più buste da svuotare) è diverso. innanzitutto perchè non hai bisogno di tornare a casa per ammirare i nuovi acquisti. io mentre torno a casa (mezz’ora di mezzi è il minimo) ho sempre un grande, grandissimo dilemma interiore: quale inizio? poco importa se sto leggendo altro, e poco importa se sarà solo un inizio, e poi lo metterò da parte. devo farlo. al massimo potrà deludere un po’ le aspettative, ma con la wishlist che mi ritrovo non è mai un acquisto buttato. e poi le scelte, ahimè, sono obbligatorie. insomma, fatto sta che oggi è stata una giornata di ritorno dalle librerie. e stavolta oltre alla mezz’ora di mezzi mi sono concessa anche un mcflurry, e 20 minuti per finirlo. così ho potuto iniziare non uno ma bensì due libri. piccole soddisfazioni per piccole giornate che come al solito passano in fretta, troppo in fretta, così tanto che vorresti dir loro “oh, fermati, io sono ancora qua!”.

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