.always and evermore.

Ascolto Into My Arms di Nick Cave in loop da oggi pomeriggio quasi come fosse la prima volta che la sento. Mi è capitata per sbaglio, oggi, mentre aggiornavo l’ipod. Forse per un attimo ho fatto finta di non vederla. Forse per un attimo avrei voluto non vederla. Però era lì. Sicuramente una delle top 20 di sempre. E per quanto c’abbia provato poi la voglia di riascoltarla ha vinto su tutto. Il risentimento nei confronti di questa canzone, i ricordi legati a lei. Sono passati 5 anni dall’ultima volta che l’ho ascoltata. Ne saranno passati 7, o forse 8 da quando qualcuno me l’ha dedicata. E poi da allora niente più Into My Arms, se non per deprimermi volontariamente. 8 anni. Mi sa che oggi sono invecchiata davvero.  Ma in compenso ho mangiato il miglior sushi di Roma e dintorni. Vuoi mettere? E allora dopo 6, 7, 8 anni, o quanti possano essere, faccio il riperduto. Con te che mi dormi accanto e riscaldi quella parte di letto che quando dormo da sola è gelida come il vento di febbraio che al mattino ti ghiaccia il naso. E un po’ mi rassicuri, un po’ vorrei piangere e non so perchè. Anche al mio compleanno. Ma è solo una questione di parcondicio per gli altri giorni, sia chiaro.