riemergere

Tutto è nato da un’esplosione. L’inizio e la fine, entrambi sono nati da un’esplosione. Di curiosità, voglia-di-qualsiasi-cosa e forza, soprattutto forza, l’uno. Di carne, nervi e di incredulità -a tratti, l’altra. Gli ultimi frammenti di quella forza hanno cercato di essere ancora, di nuovo, colla di quei pezzi malridotti di un passato stanco sotto il peso del presente. Ha ceduto, alla fine. Il peso lo ha distrutto definitivamente. Perché poi non è che si possa davvero credere che le cose vadano come vuoi tu. Certe cose, semplicemente, succedono. A volte, se sei davvero un eroe, può darsi che quel salto nel vuoto possa salvarti dal destino che ti corre dietro. Ma lui corre veloce, tanto veloce che quando ti supera non te ne accorgi neanche e ti siedi all’ombra a pensare come ha fatto, il destino, a superarti e decidere per te -quand’è arrivato il momento- molto prima che lo facessi tu. Molto prima che ti rendessi conto che ci fosse qualcosa da decidere. Fatto sta che ad un certo punto ti accorgi che il destino è uno stronzo, e tutto sommato non ti resta molto altro da fare che prenderne atto e se sei fortunato ad avere tanto ardore dire: “beh, allora sai che ti dico? lasciamoci qua, stronzo di un destino, tu vai per la tua strada e io per la mia, ché mi hai un po’ seccata”. Ecco, io ho fatto proprio così. Non c’è tanto da stare lì a guardarsi sotto le gambe per vedere da che parte il destino s’è infilato ed è passato avanti, no. Al limite c’è da riprendere fiato, giusto un attimo, e ricapitolare. Ricapitolando ho realizzato che finita l’università e finito l’amore tutto sommato Roma mi stava stretta. Che ero stanca dell’atac, dei sampietrini, dei burini, di Alemanno che ti sgrida se mangi un panino su via Condotti, della Polverini che compra le scarpe in auto blu e perché no, già che ci siamo, pure del Papa. Quindi ho raccolto le mie cosette, da brava, e come ogni italiana dotata di grande originalità ho detto “massì, io vado a Londra”. E alla fine l’ho fatto eh. L’ho fatto per davvero. L’ho fatto come si compra un paio di scarpe. O una borsa. Io ho deciso di cambiare città, stato, vita. E piano piano, con tanta fatica, ho cominciato a riemergere. Tanto che ora, tutto sommato, posso anche dire con sufficiente certezza che le piante dei piedi cominciano a toccare la riva.
Lentamente. Riemergere.

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